“Il lavoro nella società di oggi”

Si è tenuta fino al 26 maggio, presso il Palazzo Pio di Carpi, la mostra “Il lavoro nella società di oggi” della rassegna Umoristi a Carpi. Fra le tante vignette presenti ve ne erano due mie. 
La prima dal titolo “Tempi d’attesa” vuole riflettere sui lunghi tempi necessari per arrivare al pensionamento e sul relativo cambio generazionale che, suo malgrado, subentra in età già avanzata.

La seconda invece ha il titolo “Inglesismi”, per criticare l’uso, ma soprattutto l’abuso, di anglicismi, termini o espressioni presi dalla lingua inglese, a volte senza un significato traducibile, usati con colleghi di lavoro, amici o parenti per sentirsi più intelligenti, superiori. Ad esempio, per definire le fan di un cantante straniero si usano parole derivanti dall’inglese, come le “beliebers“, ammiratrici di Justin Bieber. L’anglomania contagia pure i social network, ci sono molte parole usate come: emoticon, follower, notebook, like, link o acronimi come LOL (laugh out loud).

Dopo questa riflessione ho pensato: “E se per identificare un disoccupato, aggettivo visto negativamente, si arrivasse ad usare un anglicismo? Suonerà meglio?” E’ nata così la seconda vignetta.

All’inagurazione, avvenuta il 17 maggio, era presente l’attuale ministro del lavoro Giuliano Poletti. (Foto tratta dal pagina Fb di Umoristi a Carpi)

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